LEADER 02214nam 2200313 450 001 996667269503316 005 20250721121326.0 010 $a978-88-459-3774-3 100 $a20211119d2023----km y0itay5003 ba 101 1 $aita$cfre 102 $aIT 105 $ay 00 y 200 1 $aConversazioni dopo un funerale$fYasmina Reza$gtraduzione di Daniela Salomoni 210 $aMilano$cAdelphi$d2023 215 $a117 p.$d18 cm 225 2 $aPiccola biblioteca Adelphi$v791 330 $aAveva venticinque anni, Yasmina Reza, quando ha scritto questa pièce, e ci si stupisce, rileggendola og­gi, nel vedere a che punto avesse già affinato i suoi strumenti: una scrittura da cui viene espulso tutto il superfluo («il grasso», come lo chiama lei); un ritmo scandito da pochissimi elementi (le pause, i mo­menti di buio); la capacità di far intuire allo spetta­tore (e al lettore) gli stati d?animo dei personaggi, e le dinamiche che si stabiliscono tra loro, mediante gesti minimi, frasi in apparenza anodine, scambi di occhiate; e la strepitosa abilità, che è solo sua, nel mescolare il registro del comico e quello del tragico. Perfino, come in questo caso, nelle ore successive al­la cerimonia con cui tre fratelli, insieme alla ex com­pagna di uno di loro e a uno zio munito di consorte, hanno seppellito il padre nel giardino di casa. Quel­lo a cui assisteremo sarà l?affiorare di conflitti laten­ti, antiche gelosie, dolori e rancori la cui rimozione ha provocato piaghe mai rimarginate. Il velo sui segreti di famiglia si solleva a poco a poco ? o si lace­ra con violenza ? davanti agli occhi del lettore (e del­lo spettatore), fino alla catarsi. E sullo sfondo una do­manda: ma papà se la faceva o no la signora della pedicure? (Fonte: editore) 410 0$12001$aPiccola biblioteca Adelphi$v791 500 10$aConversations après un enterrement$94405285 676 $a842.92 700 1$aREZA,$bYasmina$0596864 702 1$aSALOMONI,$bDaniela 801 0$aIT$bcba$gREICAT 912 $a996667269503316 951 $aVI.4.A. 2224$b292123 L.M.$cVI.4.$d570620 959 $aBK 969 $aUMA 996 $aConversations après un enterrement$94405285 997 $aUNISA