LEADER 03950nam 2200325 450 001 996654271803316 005 20250611084035.0 010 $a978-88-06-26160-3 100 $a20250502d2023----km y0itay5003 ba 101 2 $aita$alat 102 $aIT 105 $af 00 y 200 1 $aInni cristiani d?Occidente$el'innario della Liturgia horarum iuxta Ritum Romanum, editio typica altera$fa cura di Federico Giuntoli 210 $aTorino$cEinaudi$d2023 215 $aXCIV, 950 p., [6] carte di tav.$cill.$d22 cm 225 2 $a<> millenni 300 $aTraduzione italiana a fronte 300 $aIn custodia 330 $aQuesto «Millennio» rappresenta la prima edizione integralmente tradotta dal latino, annotata e con apparati filologici, di un?ampia selezione dell?innografia cristiana d?Occidente costituitasi a partire dal IV secolo e proseguita poi in età moderna fino ai nostri giorni. Si tratta dei testi entrati nella Liturgia horarum iuxta Ritum Romanum, cioè nel corpus approvato e utilizzato nella liturgia delle Ore dalla Chiesa cattolica di rito romano. A parte Ilario di Poitiers, della cui produzione sono stati tramandati solo sparuti inni frammentari, il più antico innografo è sant?Ambrogio, vescovo di Milano, operante negli ultimi decenni del IV secolo. I suoi testi poetici e quelli dei primi secoli dell?innografia cristiana sono preghiere in metrica latina, ma con caratteristiche già volte a ritmi di indole più popolare. Gli inni cristiani d?Occidente coniugano forme della poesia latina classica con i temi e i contenuti più cari al Cristianesimo. Per questa mescolanza di sacro e profano non hanno avuto vita facile in alcuni periodi, soprattutto nell?alto Medioevo, avversati talvolta dagli ordini monastici più rigidi e anche dalle autorità ecclesiastiche, che in certe fasi storiche ritenevano solo la parola di Dio, dunque solo Antico e Nuovo Testamento insieme, degna di essere pronunciata o cantata nella liturgia. Ciò nonostante, la tradizione innografica si è via via consolidata, anche per la sua grande forza di coinvolgimento dei fedeli. Ed è interessante vedere come gli inni cambino il loro aspetto letterario nel corso dei secoli. Per esempio nel Rinascimento, a parte il ricorso a forme metriche più eleganti e ricercate, entrano in gioco addirittura personaggi della mitologia classica accanto alle figure della religione cristiana. Dunque la stratificazione del corpus innografico è arrivata a contenere tutti gli aspetti della spiritualità e della devozione cristiane assunti nel trascorrere dei secoli, nelle forme che la sensibilità culturale dei vari periodi storici ha richiesto. Nel XVII secolo gli inni vengono ordinati e attentamente revisionati da una commissione istituita da papa Urbano VIII. Questa fase di assestamento è anche il momento in cui avvengono gli ultimi ingressi di rilievo nel corpus, che comunque ha continuato, seppur più sporadicamente, ad arricchirsi fino al Concilio Vaticano II. Il volume è curato da Federico Giuntoli, che già è stato fra i curatori della Bibbia nei «Millenni» (ora anche in edizione economica). Oltre al delicato lavoro di traduzione, ha cercato di attribuire ogni inno al suo autore e di descrivere i processi editoriali delle singole tradizioni testuali. Completano il volume una serie di indici e un ricco apparato iconografico: ogni inno viene infatti illustrato con gli incipit delle sue notazioni gregoriane originali, e sedici tavole fuori testo riproducono pagine di innari e antifonari da manoscritti medievali. (Fonte: editore) 410 0$12001$a<> millenni 606 0 $aInni religiosi latini$xAntologie$2BNCF 676 $a264.15 702 1$aGIUNTOLI,$bFederico 801 0$aIT$bcba$gREICAT 912 $a996654271803316 951 $aII.2. 6645$b292058 L.M.$cII.2.$d570312 959 $aBK 969 $aUMA 996 $aInni cristiani d?Occidente$94373642 997 $aUNISA