LEADER 01824nam 2200241zu 450 001 9911012587503321 005 20250223034236.0 035 $a(CKB)37658347800041 035 $a(Perlego)4885369 035 $a(EXLCZ)9937658347800041 100 $a20250212d2024 uy | 101 0 $aita 135 $aur||||||||||| 200 00$aSaggi e note su Saba 210 $cQuodlibet$d2024 311 08$a9788822914682 311 08$a8822914686 330 8 $aĞLa prima ragione per cui mi sono spinto a raccogliere in volume saggi e note miei su Saba e? stata, se posso usare il termine, di carattere autobiografico. Mi sono infatti accorto che fra i grandi poeti italiani del pieno Novecento quello, dopo Montale e Sereni, cui ho dedicato piu? attenzione era stato precisamente, e a buon diritto, Sabağ, scrive Mengaldo nella premessa al volume, che fa se?guito a quelli riservati a Fortini e Sereni usciti in precedenza presso questo editore.Ma la raccolta non documenta soltanto la lunga fedelta? del critico nei confronti del poeta, ritratto anche - nel saggio piu? ampio della raccolta - nel contesto linguistico-letterario della sua Trieste. L'insieme degli interventi consente di riconoscere ora con piu? chiarezza il ruolo cruciale che Saba ricopre nella ricostruzione storica del Novecento poetico italiano cui ha atteso per tanto tempo Mengaldo: per un verso, nella ferma opposizione di Saba alla modernita?, che l'autore ricava con nettezza dalla disamina delle scelte linguistiche; per l'altro, nel suo ricco e sottile dialogo con i contemporanei (Montale e Penna, in particolare) e con la grande letteratura europea primonovecentesca (Hofmannsthal, Joyce). 700 $aPier Vincenzo Mengaldo$0152369 906 $aBOOK 912 $a9911012587503321 996 $aSaggi e note su Saba$94408607 997 $aUNINA