LEADER 02156nam0-2200313 --450 001 9910901399903321 005 20241121091616.0 010 $a978-88-16-41859-2 100 $a20241111d2024----kmuy0itay5050 ba 101 1 $aita$cspa 102 $aIT 105 $a 001yy 200 1 $aChatGPT non pensa (e il cervello neppure)$fMiguel Benasayag$gin dialogo Ariel Pennisi 210 $aMilano$cJaca Book$d2024 215 $a156 p.$cill.$d23 cm 300 $aTraduzione dallo spagnolo di Cristiano Screm 300 $aNelle note QR code di approfondimento 330 $aIn ChatGPT non pensa (e il cervello neppure) Miguel Benasayag, che da decenni si occupa del rapporto tra la macchina e il vivente, dialoga con Ariel Pennisi. Č un dialogo stimolato dalla recente diffusione di massa di ChatGPT-4, ma che viene da lontano, si intreccia con spazi di vita, ricerca scientifica e un impegno politico comune. Non si tratta di essere tecnofobi o tecnofili: «Mentre gli uni si ripiegano sulla nostalgia di una natura perduta, gli altri si gettano nel vortice del funzionamento totale, dove il corpo, la finitezza, i limiti immanenti dell?esperienza vitale e perfino i segni della storia non sono che un ostacolo per una volontą di efficienza che gira a vuoto». Un dialogo serrato, meditato e chiarificante che rivendica la necessitą di pensiero e di pratiche contro le nuove forme pervasive di colonizzazione digitale e in favore della ?singolaritą del vivente?, della «capacitą di noi bestie di non funzionare, di vivere da inutili e di percepire tale condizione come la perfezione stessa». Ancora una volta, Benasayag ci invita a elaborare un modello di ibridazione tra la tecnica e gli organismi viventi che non si riduca a una brutale assimilazione. 610 0 $aIntelligenza artificiale$aFilosofia 676 $a006.301$v23 700 1$aBenasayag,$bMiguel$0223142 702 1$aPennisi,$bAriel 801 0$aIT$bUNINA$gREICAT$2UNIMARC 901 $aBK 912 $a9910901399903321 952 $a163 BENM 02$b2024/11670$fFLFBC 959 $aFLFBC 996 $aChatGPT non pensa (e il cervello neppure)$94274107 997 $aUNINA