LEADER 04167nam 2200589Ia 450 001 9910144897703321 005 20200520144314.0 010 $a1-281-11497-9 010 $a9786611114978 010 $a88-470-0444-6 024 7 $a10.1007/88-470-0444-6 035 $a(CKB)1000000000235211 035 $a(EBL)324571 035 $a(OCoLC)262694439 035 $a(SSID)ssj0000309566 035 $a(PQKBManifestationID)11285201 035 $a(PQKBTitleCode)TC0000309566 035 $a(PQKBWorkID)10282657 035 $a(PQKB)11026049 035 $a(DE-He213)978-88-470-0444-3 035 $a(MiAaPQ)EBC324571 035 $a(PPN)123142547 035 $a(EXLCZ)991000000000235211 100 $a20051212d2006 uy 0 101 0 $aita 135 $aur|n|---||||| 181 $ctxt 182 $cc 183 $acr 200 10$aSistemi ACM e imaging diagnostico $ele immagini mediche come matrici attive di connesioni /$fPaolo Massimo Buscema 205 $a1st ed. 2006. 210 $aMilano $cSpringer$dc2006 215 $a1 online resource (247 p.) 300 $aDescription based upon print version of record. 311 $a88-470-5548-2 311 $a88-470-0387-3 320 $aIncludes bibliographical references. 327 $aLe basi epistemologiche -- Le idee alla base dei sistemi ACM -- La teoria -- Introduzione ai sistemi ACM -- Sistemi ACM a connessioni fisse -- Sistemi ACM a connessioni dinamiche -- Sistemi ACM con connessioni e unità dinamiche -- Le applicazioni -- Applicazioni su immagini generiche -- Applicazioni su immagini artificiali -- Applicazioni su immagini mediche -- Contributi e approfondimenti -- Cellular Neural Network e ACM: analogie e differenze -- Perché i resti sono così potenti -- Utilità dei sistemi ACM nell?imaging medico -- Angiografia: possibilità di analisi con i sistemi ACM -- Possono i sistemi ACM essere descritti da una teoria di campo classica? -- Il panorama storico-scientifico dello studio ACM -- Postfazione ? Semeion: il miracolo segreto. 330 $aLa prima ipotesi sulla quale si fondano i sistemi ACM (Active Connections Matrix) è che ogni immagine a N dimensioni puo' essere trasformata in una rete di pixel tra loro connessi che si sviluppa nel tempo, tramite operazioni locali, deterministiche e iterative. L'immagine cosi' trasformata puo' mostrare, in uno spazio dimensionale più ampio, delle regolarità morfologiche e dinamiche che, nelle dimensioni originarie, sarebbero non visibili oppure qualificabili come rumore.Questa ipotesi permette di esplicitare la seconda ipotesi alla base dei sistemi ACM: ogni immagine contiene al suo interno le matematiche inerenti che l'hanno prodotta. In pratica, è come se ogni immagine nascondesse al suo interno altre due immagini non visibili. I sistemi ACM le estraggono e le rendeno visibili. L'opera descrive inoltre le applicazioni possibili in ambito di diagnostica per immagini ed è pertanto rivolta a fisici, informatici, radiologi e tecnici di laboratorio che si occupano di "image processing". Dalla Presentazione di Enzo Grossi "... Alcuni dettagli possono sfuggire, altri aspetti notevoli, come un piccolo nodulo di 1 mm, possono essere non visti: sono i limiti dell'occhio umano. E' in questo scenario che dobbiamo immaginare l'avvento dei sistemi ACM.Essi funzionano come un terzo occhio, non più legato alla esperienza, alla interpretazione e alla sensibilità soggettiva dell'operatore,ma direttamente riferiti alla struttura matematica e quindi anatomica dell'immagine stessa. Si', il terzo occhio di cui parliamo è proprio quello dell'immagine, che, come per magia, interroga se stessa e si mostra al radiologo sotto una veste diversa, spesso molto più informativa.". 606 $aDiagnostic imaging 606 $aImaging systems in medicine 615 0$aDiagnostic imaging. 615 0$aImaging systems in medicine. 676 $a616.0754 700 $aBuscema$b Paolo Massimo$0721441 801 0$bMiAaPQ 801 1$bMiAaPQ 801 2$bMiAaPQ 906 $aBOOK 912 $a9910144897703321 996 $aSistemi ACM e imaging diagnostico$91410980 997 $aUNINA