03588nam 2200625 a 450 991045508930332120200520144314.01-282-08888-297866120888890-300-14532-210.12987/9780300145328(CKB)1000000000764809(StDuBDS)AH23049970(SSID)ssj0000270843(PQKBManifestationID)11213185(PQKBTitleCode)TC0000270843(PQKBWorkID)10281343(PQKB)11744745(MiAaPQ)EBC3420442(DE-B1597)485312(OCoLC)567973979(DE-B1597)9780300145328(Au-PeEL)EBL3420442(CaPaEBR)ebr10315703(CaONFJC)MIL208888(OCoLC)923592851(EXLCZ)99100000000076480920080118d2008 uy 0engur|||||||||||txtccrWhatever happened to thrift?[electronic resource] why Americans don't save and what to do about it /Ronald T. WilcoxNew Haven Yale University Pressc20081 online resource (176 p.) Bibliographic Level Mode of Issuance: Monograph0-300-12451-1 Includes bibliographical references (p. [147]-154) and index.Do Americans save too little? -- Why Americans don't save enough -- The psychology of money -- Public policies that will increase savings -- A CEO's guide to increasing employee savings -- A household guide to saving.It is no secret that Americans save very little: every economic index confirms as much. But to solve the real mystery, we must ask the questions, "Why?" "What are the effects on our economy?" and "What can be done about it?" In this thoroughly researched and thought-provoking book, Ronald T. Wilcox clearly describes not only how the "savings crisis" adversely influences personal lifestyles over the long term but also how it can undermine our national wealth and standard of living. Wilcox cogently explains that savings are essential to fuel our nation's economic growth, whether it's putting money in the bank or in the form of direct loans to the government as savings bonds, for example. And, he presents unambiguous facts showing that a high proportion of current wage earners simply will not have enough money for self-support during retirement-and that the government safety nets for income and health can no longer be counted on. Most important, Wilcox examines the many rational and irrational reasons behind individuals' failures to put money away, what third parties such as corporations and government can do to help, and the steps people can take today to help themselves. The book is an attempt to reinvent thrift in the United States, to find practical ways to help people consume less and save more now so that we can be a richer people in the future and a more prosperous nation. It is a must-read for every corporate executive, policy maker, and concerned citizen.Saving and investmentUnited StatesFinance, PersonalUnited StatesElectronic books.Saving and investmentFinance, Personal332.60973Wilcox Ronald T1049368MiAaPQMiAaPQMiAaPQBOOK9910455089303321Whatever happened to thrift2478309UNINA02906nam2 2200313 450 99663727140331620250107152453.0978-88-351-2141-120250103d2022----km y0itay5003 baitaITy 00 yCommemorare una stragela memoria pubblica di Piazza Fontana, 12 dicembre 1969Lia LuchettiMilanoAngeli2022193 p.23 cmSociologia819In copertina: Più allegato on lineMilano, 12 dicembre 1969: una piazza del centro cittadino, appena alle spalle del Duomo, fu teatro dell'attentato che segnò l'inizio della "strategia della tensione". Come è stata iscritta nel discorso pubblico nazionale la memoria della prima strage terroristica dell'Italia repubblicana? Il volume, collocandosi nel dibattito dei memory studies, analizza le traiettorie sociali che la memoria di piazza Fontana ha disegnato nel corso degli anni. Dal 1969 a oggi, non trovando una sua compiuta elaborazione in un'aula di tribunale, questa memoria è stata narrata attraverso codici estetici, dimostrando come l'arte, anche in ambito educativo, possa contribuire all'esercizio di competenze di cittadinanza democratica. Quando la narrazione di eventi così conflittuali è affidata alla voce dei familiari delle vittime, la testimonianza si fa veicolo di trasmissione della memoria e la parola acquisisce un potere performativo. È il "diritto all'ultima parola" che spetta a chi ha vissuto in prima persona il trauma e che ora assume il ruolo di garante di quella stessa memoria. La pluralità dei significati che l'atto terroristico può assumere attraverso l'azione degli imprenditori di questa memoria è mediata sia da iniziative di arte pubblica sia dalle molteplici pratiche commemorative, talora in forma digitale, che vengono realizzate. In tal senso, anche alla luce dell'intreccio tra attivismo politico e social media, questa memoria è in continuo divenire e diventa lo spazio e il luogo in cui il trauma è sia iscritto nel discorso pubblico nazionale sia in qualche modo ricomposto nella coscienza dei cittadini. Il trauma, infatti, rappresenta sempre una ferita nel tessuto della società civile che, come tale, richiede di essere riconosciuta. Questo studio costituisce anche un piccolo atto di restituzione. L'autrice intende così contribuire all'iscrizione di questo dolore nella coscienza democratica del nostro Paese. (Fonte: editore)0010002953702001Sociologia, 819StragiMilano1969Memoria collettivaBNCF364.15230945211LUCHETTI,Lia1231015ITcbaREICAT996637271403316II.5. Coll. 1/ 147290454 L.M.II.5. Coll.565476BKUMACommemorare una strage2858182UNISA