02447nam 2200613 450 991080856360332120180731202620.01-61148-694-7(CKB)3710000000471192(EBL)4086696(SSID)ssj0001544692(PQKBManifestationID)16136573(PQKBTitleCode)TC0001544692(PQKBWorkID)14792303(PQKB)10531094(MiAaPQ)EBC4086696(EXLCZ)99371000000047119220150303h20152015 uy| 0engur|n|---|||||txtccrMaking love sentiment and sexuality in eighteenth-century British literature /Paul KelleherLanham, Maryland :Bucknell University Press :Copublished by The Rowman & Littlefield Publishing Group, Incorporated,[2015]©20151 online resource (271 p.)Transits: literature, thought & culture, 1650-1850Description based upon print version of record.1-61148-695-5 1-61148-693-9 Includes bibliographical references and index.CONTENTS; ACKNOWLEDGMENTS; INTRODUCTION; 1: SHAFTESBURY AND THE BEAUTY OF VIRTUE; 2: LOVE WITHIN REASON; 3: LOVE IN EXCESS AND THE ECSTASY OF SYMPATHY; 4: PAMELA AND THE PASSION FOR VIRTUE; 5: TOM JONES AND THE VIRTUES OF SEXUALITY; AFTERWORD; NOTES; BIBLIOGRAPHY; INDEX; ABOUT THE AUTHORMaking Love closely reexamines the literary history of sentimentalism in order to open up new ways of understanding the history of sexuality.Transits (Bucknell University)English literature18th centuryHistory and criticismSentimentalism in literatureSex role in literatureLove in literatureLiterature and societyGreat BritainHistory18th centuryEnglish literatureHistory and criticism.Sentimentalism in literature.Sex role in literature.Love in literature.Literature and societyHistory820.9/3538Kelleher Paul1709502MiAaPQMiAaPQMiAaPQBOOK9910808563603321Making love4099298UNINA02156nam0-2200313 --450 991090139990332120241121091616.0978-88-16-41859-220241111d2024----kmuy0itay5050 baitaspaIT 001yyChatGPT non pensa (e il cervello neppure)Miguel Benasayagin dialogo Ariel PennisiMilanoJaca Book2024156 p.ill.23 cmTraduzione dallo spagnolo di Cristiano ScremNelle note QR code di approfondimentoIn ChatGPT non pensa (e il cervello neppure) Miguel Benasayag, che da decenni si occupa del rapporto tra la macchina e il vivente, dialoga con Ariel Pennisi. È un dialogo stimolato dalla recente diffusione di massa di ChatGPT-4, ma che viene da lontano, si intreccia con spazi di vita, ricerca scientifica e un impegno politico comune. Non si tratta di essere tecnofobi o tecnofili: «Mentre gli uni si ripiegano sulla nostalgia di una natura perduta, gli altri si gettano nel vortice del funzionamento totale, dove il corpo, la finitezza, i limiti immanenti dell’esperienza vitale e perfino i segni della storia non sono che un ostacolo per una volontà di efficienza che gira a vuoto». Un dialogo serrato, meditato e chiarificante che rivendica la necessità di pensiero e di pratiche contro le nuove forme pervasive di colonizzazione digitale e in favore della “singolarità del vivente”, della «capacità di noi bestie di non funzionare, di vivere da inutili e di percepire tale condizione come la perfezione stessa». Ancora una volta, Benasayag ci invita a elaborare un modello di ibridazione tra la tecnica e gli organismi viventi che non si riduca a una brutale assimilazione.Intelligenza artificialeFilosofia006.30123Benasayag,Miguel223142Pennisi,ArielITUNINAREICATUNIMARCBK9910901399903321163 BENM 022024/11670FLFBCFLFBCChatGPT non pensa (e il cervello neppure)4274107UNINA