Tra il 1778 e il 1784, gruppi precedentemente esclusi dalla sfera politica irlandese – donne, cattolici, protestanti delle classi inferiori, agricoltori, commercianti e altri membri delle classi lavoratrici e agrarie – iniziarono a considerarsi cittadini a pieno titolo, con un interesse diretto nelle questioni di Stato. Questa politicizzazione dei ceti non elitari fu in gran parte guidata dai Volontari, una milizia locale emersa in Irlanda in seguito al richiamo delle truppe britanniche alla Guerra d'Indipendenza americana. Con notevole rapidità, i Volontari contestarono aspetti fondamentali del dominio imperiale britannico sull'Irlanda e contribuirono a dare forma a una nuova identità nazionale irlandese tra i cittadini. In "A Nation of Politicians", Padhraig Higgins sostiene che lo sviluppo di attività promosse dai Volontari – associazioni, petizioni, sottoscrizioni, acquisti e partecipazione a celebrazioni – ampliò la portata della partecipazione politica. Utilizzando una vasta gamma di fonti letterarie, archivistiche e visive, Higgins esamina come forme di comunicazione onnipresenti – sermoni, canzoni e ballate, volantini, brindisi, graffiti, teatro, voci e pettegolezzi – abbiano incoraggiato i comuni cittadini irlandesi a impegnarsi nella politica di una società più inclusiva e a riflettere sulle questioni più ampie delle libertà civili e dell'Impero britannico. "A Nation of Politicians" presenta un racconto affascinante degli inizi della ricca e vivace tradizione politica irlandese in questo importante crocevia di storia culturale, intellettuale, sociale e pubblica. Vincitore del premio |