1.

Record Nr.

UNISA996648371103316

Autore

BECCADELLI, Antonio <1394-1471 >

Titolo

Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna / Antonio Panormita ; a cura di Fulvio Delle Donne

Pubbl/distr/stampa

Firenze, : SISMEL Edizioni del Galluzzo, 2024

Titolo uniforme

Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna Beccadelli, Antonio <1394-1471>

ISBN

978-88-9290-317-3

Descrizione fisica

LIX, 409 p. ; 24 cm

Collana

Il ritorno dei classici nell'umanesimo , 4, Edizione nazionale dei testi della storiografia umanistica ; 16

Disciplina

945.731053092

Soggetti

Alfonso V <re d'Aragona> Opere anteriori al 1900

Collocazione

V.5. Coll. 6/ 11

Lingua di pubblicazione

Italiano

Latino

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Note generali

Segue, in appendice: Il Commentarius / di Enea Silvio Piccolomini

Sommario/riassunto

Antonio Beccadelli, detto il Panormita, è il protagonista dello straordinario rinnovamento culturale che ha luogo alla corte di Alfonso il Magnanimo, re della Corona d’Aragona e, dal 1442, di Napoli: i suoi Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna fondano l’Umanesimo “monarchico”. Databili immediatamente a ridosso del 26 agosto 1455, quando il sovrano aragonese promette di compiere una crociata mai realizzata, rispondono all’ondata montante di fervore e timore generata dalla caduta di Costantinopoli. Il 29 maggio 1453 la capitale del millenario impero era crollata sotto l’urto del possente esercito turco di Maometto II: da quel momento si susseguono molteplici invocazioni ad Alfonso, perché accorra in aiuto e difesa dell’Occidente, della sua civiltà e dei suoi valori. Suddivisi in 4 libri, ciascuno dei circa 230 capitoli è intitolato a una o più virtù possedute da Alfonso, il re sapiente e cristiano per eccellenza, l’autentico erede degli antichi imperatores romani. Con questa edizione si vuole restituire il giusto rilievo a un’opera che ha goduto di un enorme successo attestato dal gran numero di manoscritti e di edizioni a stampa, ma che è stata sistematicamente fraintesa, perché osservata solo nella sua forma esteriore di raccolta aneddotica. Superata la superficie, rivela con pienezza un disegno e un impegno politico-ideologici straordinari. Protagonista solo apparente è



il re Alfonso: le sue parole e le sue azioni, in effetti, sono reinventate dal Panormita ed esemplate su quelle dei personaggi delineati nei classici antichi, che proprio in quei decenni erano rinvenuti, riletti o tradotti dal greco. L’opera definisce, così, il profilo di un sovrano non vero, ma verosimile. La sua figura sublimata è il prototipo del principe-filosofo illuminato di impianto senofonteo, la realizzazione del sogno umanistico di un vagheggiato mondo retto dalla virtù e indirizzato al sommo bene. La presente edizione critica, basata su oltre 60 testimoni rigorosamente classificati, è ampiamente introdotta e doviziosamente contestualizzata nell’impianto ideologico e culturale: minutamente commentata, inquadra ogni dettaglio entro una precisa prospettiva storica e letteraria, evidenziando il riuso consapevole e funzionale dei classici latini e greci. In appendice reca anche il testo del Commentario che già nell’aprile del 1456 Enea Silvio Piccolomini (il futuro papa Pio II) dedicò all’opera del Panormita, a testimonianza del grande rilievo che essa ebbe quando fu pubblicata.