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1. |
Record Nr. |
UNISA996471572603316 |
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Autore |
MATTHEWS, Shelly |
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Titolo |
First converts : rich pagan women and the rhetoric of mission in early Judaism and Christianity / Shelly Matthews |
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Pubbl/distr/stampa |
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Stanford, : Stanford University Press, 2001 |
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ISBN |
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Descrizione fisica |
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Testo elettronico (PDF) (XIV, 164 p. ) |
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Collana |
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Disciplina |
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Soggetti |
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Proselytizing - Judaism |
Cristianesimo [e] Ebraismo - Seguaci [:] Donne - Storiografia |
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Lingua di pubblicazione |
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Formato |
Risorsa elettronica |
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Livello bibliografico |
Monografia |
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Sommario/riassunto |
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Si è detto spesso che le donne pagane ricche, molto più degli uomini, erano attratte sia dal primo giudaismo che dal cristianesimo. Questo libro offre una nuova lettura delle fonti da cui scaturisce questa verità, concentrandosi su due testi dell'inizio del I secolo, le Antichità di Giuseppe Flavio e gli Atti di Luca. Il libro studia la rappresentazione, analizzando la rappresentazione ripetuta di donne ricche come aiutanti e/o convertite al primo giudaismo nelle sue varie forme. Mostra anche come queste fonti possono essere utilizzate per ricostruire la storia delle donne, coinvolgendo così gli attuali dibattiti femministi sul rapporto tra la presentazione retorica delle donne nei testi e la realtà storica. Poiché molti di questi testi parlano della conversione di donne di alto rango al giudaismo e al primo cristianesimo, questo libro si impegna anche nell'attuale dibattito sul fatto che il primo giudaismo fosse una religione missionaria. L'autore sostiene che concentrarsi su queste storie di donne convertite e aderenti, che sono state ampiamente ignorate nelle precedenti discussioni sulla questione missionaria, pone la questione missionaria in un nuovo quadro più adeguato. Il primo capitolo chiarisce una storia nelle Antichità di Giuseppe Flavio delle disavventure di due matrone romane devote a Iside e ai culti ebraici considerando i comuni topos ellenistici che collegano donne di alto rango, promiscuità e scorrettezza religiosa. I |
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capitoli rimanenti dimostrano che, nonostante questo topos, Giuseppe Flavio, Luca e altri apologeti religiosi hanno raccontato storie di associazioni di donne ricche con le loro comunità per un effetto retorico positivo. In tal modo, il libro sfida l'assunto diffuso che l'associazione delle donne con i culti religiosi "stranieri" fosse sempre derisa, mette in discussione le argomentazioni accademiche sui ruoli pubblici e privati nell'antichità e invita a riflettere su questioni di missione e conversione all'interno del più ampio quadro di benedizione romana |
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