Dal 2003, i programmi Marco Polo hanno finanziato progetti volti a trasferire il trasporto merci dalla strada verso altre modalità, quali le ferrovie, le vie d’acqua interne e il trasporto marittimo a corto raggio, al fine di ridurre il traffico internazionale di merci su strada, migliorare le prestazioni ambientali del trasporto merci, ridurre la congestione stradale e migliorare la sicurezza stradale. Alla luce delle molte lacune rilevate, la Corte ritiene che i programmi non siano efficaci (non hanno raggiunto gli obiettivi in termini di risultati e hanno avuto scarsa incidenza nel trasferire il traffico dalla strada; non ci sono dati per valutare i benefici attesi; non è stato proposto un numero sufficiente di progetti; la modesta quantità di merci trasferite che è stata presentata nelle relazioni non è accertata; la sostenibilità di molti progetti era scarsa e gli stessi sarebbero stati avviati anche in assenza di finanziamenti da parte dell’UE). La Corte suggerisce pertanto la cessazione dei programmi marco polo e raccomanda, al fine di migliorare i risultati degli eventuali regimi futuri di sostegno ai servizi di trasporto, di subordinare i finanziamenti a una dettagliata valutazione ex ante della potenziale domanda, e che solo nel caso in cui sussista tale potenziale, siano prescritte chiare norme e condizioni da rispettare per ottenerli. [Ed.] |