La relazione valuta se il Fondo europeo per l’integrazione di cittadini dei paesi terzi ed il Fondo europeo per i rifugiati contribuiscano efficacemente all’integrazione dei cittadini di paesi terzi nell’UE. È stato rilevato che, nonostante i risultati positivi osservati a livello dei singoli progetti sottoposti ad audit, i sistemi creati per misurare il successo dei programmi erano inadeguati. La concezione dei programmi dei fondi ne comprometteva l’efficacia e il coordinamento con altri fondi UE era inadeguato. La Corte raccomanda, tra l’altro, una semplificazione delle modalità di programmazione e una valutazione globale delle necessità di integrazione dei migranti, indipendentemente dal fatto che abbiano la nazionalità dell’UE o di un paese terzo. Sulla base di questa valutazione, occorrerebbe definire una struttura appropriata per questi fondi. [Ed.] |