In seguito al terremoto che ha colpito l'Abruzzo nell’aprile 2009, il Fondo di solidarietà dell’Unione europea ha erogato 494 milioni di euro per co-finanziare le attività di primo intervento e soccorso alla popolazione e la costruzione di scuole e alloggi provvisori. La Corte ha analizzato la pertinenza e il costo delle operazioni, con particolare riferimento al progetto CASE. Essa ha concluso che il regolamento FSUE non prevedeva soluzioni quali quella attuata dal progetto CASE, ossia la costruzione di abitazioni permanenti per fornire alloggio provvisorio alla popolazione colpita dal sisma. La Corte ha altresì rilevato che tali abitazioni hanno soddisfatto molti bisogni immediati della popolazione, sebbene con una capacità insufficiente, e che vi sono state carenze nella pianificazione e nell’assicurare l'economicità dell'attuazione del progetto. [Ed.] |