In sede di negoziati di adesione all'UE, la Bulgaria, la Lituania e la Slovacchia si erano impegnate alla chiusura anticipata e alla disattivazione di otto reattori nucleari, trovandosi quindi a dover far fronte ad una significativa perdita di capacità produttiva. La Corte ha valutato l'efficacia dell'assistenza finanziaria UE (2.850 milioni di euro sino ad oggi) volta a sostenere gli sforzi dei paesi beneficiari per disattivare i loro reattori nucleari chiusi e a fronteggiare le conseguenze della chiusura anticipata. La Corte ha rilevato che i progressi sono stati lenti, che manca una valutazione completa delle esigenze future e che i finanziamenti disponibili sono chiaramente insufficienti. La Corte ha raccomandato che ogni eventuale ulteriore sostegno sia subordinato allo svolgimento di una valutazione del valore aggiunto UE. [Abstract tratto dalla pubblicazione] |