1.

Record Nr.

UNISA990003610040203316

Autore

FORTE, Maurizio

Titolo

Cyber-archaeology / edited by Maurizio Forte

Pubbl/distr/stampa

Oxford : Archeopress, 2010

ISBN

978-1-4073-0721-3

Descrizione fisica

II, 153 p. : ill. ; 30 cm

Collana

BAR International series ; 2177

Disciplina

930.10285

Soggetti

Archeologia -- Elaborazione elettronica

Collocazione

XI.5. Coll. 12/ 842

Lingua di pubblicazione

Inglese

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

2.

Record Nr.

UNINA9910863699803321

Autore

Focardi, Filippo <1965- ; Firenze>

Titolo

Il cattivo tedesco e il bravo italiano : la rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale / Filippo Focardi

Pubbl/distr/stampa

Roma ; Bari, : GLF editori Laterza, 2016 (, 2021)

ISBN

978-88-581-2385-0

Descrizione fisica

XIX, 288 p. ; 21 cm

Collana

Economica Laterza ; 762

Locazione

FLFBC

Collocazione

945.0916 FOCF 01

Lingua di pubblicazione

Italiano

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Sommario/riassunto

Cattivo tedesco. Barbaro, sanguinario, imbevuto di ideologia razzista e pronto a eseguire gli ordini con brutalità. Al contrario, bravo italiano.



Pacifico, empatico, contrario alla guerra, cordiale e generoso anche quando vestiva i panni dell'occupante. Sono i due stereotipi che hanno segnato la memoria pubblica nazionale e consentito il formarsi di una zona d'ombra: non fare i conti con gli aspetti aggressivi e criminali della guerra combattuta dall'Italia monarchico-fascista a fianco del Terzo Reich. A distinguere fra Italia e Germania era stata innanzitutto la propaganda degli Alleati: la responsabilità della guerra non gravava sul popolo italiano ma su Mussolini e sul regime, che avevano messo il destino del paese nelle mani del sanguinario camerata germanico. Gli italiani non avevano colpe e il vero nemico della nazione era il Tedesco. Gli argomenti furono ripresi e rilanciati dopo l'8 settembre dal re e da Badoglio e da tutte le forze dell'antifascismo, prima impegnati a mobilitare la nazione contro l'oppressore tedesco e il traditore fascista, poi a rivendicare per il paese sconfitto una pace non punitiva. La giusta esaltazione dei meriti guadagnati nella guerra di Liberazione ha finito così per oscurare le responsabilità italiane ed è prevalsa un'immagine autoassolutoria che ha addossato sui tedeschi il peso esclusivo dei crimini dell'Asse, non senza l'interessato beneplacito e l'impegno attivo di uomini e istituzioni che avevano sostenuto la tragica avventura del fascismo.