In un mondo sempre più integrato aumentano continuamente i momenti d\2019incontro, e a volte di scontro, tra culture e tradizioni giuridiche. In particolare il diritto di famiglia islamico, rigorosamente ancorato al Corano e alla Shari\2019a, è uno di quei settori in cui i diversi istituti giuridici si interfacciano con maggiore difficoltà con quelli occidentali. La kafala, il principale strumento di diritto islamico di tutela dei minori, è uno di quegli istituti che ha destato, e ancora oggi desta, consistenti difficoltà. In effetti, quando assume una dimensione \201Cinternazionale\201D, se non viene regolamentato in maniera puntuale, può prestarsi, proprio come accadeva fino a qualche anno fa per le adozioni internazionali, a degli abusi in danno dei fanciulli. L\2019entrata in vigore della Convenzione de L\2019Aja del 1996 «sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l\2019esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori», ha gettato le basi per una migliore cooperazione e per un più facile superamento delle principali difficoltà. |