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Record Nr.

UNINA9911119047903321

Titolo

Architettare la scena : intersezioni fra teatro e architettura in Italia dal Secondo dopoguerra a oggi / / a cura di Lindita Adalberti, Eva Marinai, Matteo Tamborrino, Carlo Titomanlio

Pubbl/distr/stampa

Torino : , : Accademia University Press, , novembre 2024

Edizione

[Prima edizione.]

Descrizione fisica

185 pages, 16 unnumbered leaves of plates : illustrations (some color)

Collana

Mimesis journal books, , 2283-8783 ; ; [24]

Disciplina

792

720

Soggetti

Theaters - Stage-setting and scenery - Italy - History - 20th century

Theaters - Stage-setting and scenery - Italy - History - 21st century

Theater architecture - Italy - History - 20th century

Theater architecture - Italy - History - 21st century

Lingua di pubblicazione

Inglese

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Note generali

Collected essays.

432231 characters

Nota di bibliografia

Includes bibliographical references (pages 175-185).

Sommario/riassunto

Il volume indaga il mutuo scambio che consolida, nel corso del secondo Novecento, il già intenso legame fra disegno della scena e pratica architettonica. I contributi che compongono la collettanea (dall'estensione assai ampia, come sono differenti gli interessi e i percorsi professionali degli studiosi e degli artisti coinvolti) mettono in luce alcune significative esperienze di proficuo nutrimento, testimonianza dello sforzo congiunto operato da entrambe le discipline per trovare una possibile risposta all'annosa questione dell'abitare speciale dell'attore sul palcoscenico.

Questione resa ancora più complessa dall'invisibile, quantistica evidenza per cui il nostro modo di ricordare condiziona il nostro modo di emagire, nonché dall'accumularsi dei vincoli – normativi, burocratici, conservativi, estetici – che le pratiche teatrali sono tenute oggi a rispettare. L'attenzione del volume si concentra in particolare sui cambiamenti avvenuti in uno spazio-tempo a noi vicino e ben definito, ossia a partire dal momento in cui la scena ha optato per due strade



parallele: da un lato la povertà, ovvero la ricerca dell'essenzialità; dall'altro la sperimentazione del nuovo, sia sotto forma di spazi altri (luoghi adibiti, luoghi trovati, luoghi recuperati) sia attraverso linguaggi e dispositivi tecnologici contemporanei. [Testo dell'editore]