1.

Record Nr.

UNINA9910484018603321

Autore

Greco Pietro <1955->

Titolo

L'astro narrante : la luna nella scienza e nella letteratura italiana / / Pietro Greco

Pubbl/distr/stampa

Milano, : Springer, c2009

ISBN

1-282-82687-5

9786612826870

88-470-1099-3

Edizione

[1st ed. 2009.]

Descrizione fisica

1 online resource (297 p.)

Collana

I blu

Disciplina

850

Soggetti

Astronomy - History

Italian literature - History and criticism

Moon In literature

Lingua di pubblicazione

Italiano

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Note generali

Description based upon print version of record.

Nota di bibliografia

Includes bibliographical references.

Nota di contenuto

Prologo -- Dante, “che n’ha congiunti con la prima stella” -- Che fai tu, luna, in ciel? -- Il “poeta della scienza” -- Ariosto, “come un acciar che non ha macchia alcuna” -- Bruno, »la Terra è della stessa specie della Luna« -- Galileo, il Sidereus Nuncius -- Leopardi, »dimmi, o Luna: a che vale?« -- Calvino, »la Luna di pomeriggio...« -- La Luna e la vocazione profonda della letteratura italiana.

Sommario/riassunto

Nel 1609, quattrocento anni fa, Galileo Galilei punta il cannocchiale sulla Luna e inaugura la "nuova scienza". Nel 1969, quarant’anni fa, Neil Armstrong lascia la sua impronta sulla Luna e inaugura l’era della colonizzazione umana dello spazio. La Luna è l’oggetto cosmico più vicino alla Terra. Il suo satellite naturale. La sua compagna fedele. L’astro narrante. La Luna ci parla dell’universo fuori dalla Terra. Che, con Galileo, è diventato un universo conoscibile. E, con Armstrong, è diventato un universo fisicamente esplorabile. Ma la Luna è da sempre, per l’uomo – per tutti gli uomini – l’astro narrante. L’astro che racconta del cosmo e della sua armonia. Del tempo e della sua regolarità. Dello spazio e della sua profondità. La Luna è l’astro dove, da sempre, scienza e immaginazione si incontrano. La Luna è l’astro che forse più di ogni altro ha ispirato la grande letteratura italiana e – da Dante a



Galileo, da Ariosto a Bruno, da Leopardi a Calvino – le ha consentito di coltivare la sua "vocazione profonda": costruire, attraverso la filosofia naturale, "mappe del mondo" sempre più precise. Senza mai perdere, con la cura dei dettagli, l’insieme.