1.

Record Nr.

UNINA9910511751903321

Autore

Steen John (John W.)

Titolo

Affect, psychoanalysis, and American poetry : this feeling of exaltation / / John Steen

Pubbl/distr/stampa

London ; ; New York : , : Bloomsbury Publishing Plc, , 2018

ISBN

1-350-02156-3

1-350-02153-9

Descrizione fisica

1 online resource (255 pages)

Collana

Bloomsbury studies in critical poetics

Disciplina

811/.609

Soggetti

Affect (Psychology) in literature

American poetry - 20th century - History and criticism

American poetry - 21st century - History and criticism

Emotions in literature

Poetry - Psychological aspects

Electronic books.

Lingua di pubblicazione

Inglese

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Note generali

"BLOOMSBURY ACADEMIC."

Nota di bibliografia

Includes bibliographical references and index.

Nota di contenuto

Introduction -- Anxiety's holding: Wallace Stevens' poetry of the nerves -- Threshold poetics: Stevens and W. Winnicott's "not-communicating" -- Randall Jarrell's beards -- Mourning the elegy: Robert Creeley's "mother's photograph" -- Ted Berrigan's reparations -- Aaron Kunin's line of shame -- This feeling of time: Claudia Rankine's Citizen.

Sommario/riassunto

"Poetry has often been defined by its closure, its condensation of meaning and value into discrete, self-referential textual objects. Affect, Psychoanalysis and American Poetry challenges the dominant metaphor of poetic containers by turning to recent poetic texts that represent the contagious and uncontainable feelings of anxiety, grief, shame, and rage. From modernists Wallace Stevens to mid-century poets Randall Jarrell, Robert Creeley and Ted Berrigan, and finally to contemporary practitioners Aaron Kunin and Claudia Rankine, John Steen argues that new poetic techniques arise from the poetic productivity of negative affects, and that a new model of poetic value can be found in poems that are - instead of containers - permeable, social spaces of intimacy, attachment, and withdrawal. Drawing from object relations,



psychoanalysis, queer theory, and affect theory, Affect, Psychoanalysis, and American Poetry finds poetry's singularity in its unique capacity to represent anew the transmissible, relational, and uncontainable valences of feeling that structure and destabilize social life"--

2.

Record Nr.

UNINA9910418034503321

Autore

Attisani Antonio

Titolo

Da Odessa a New York : Una Grande Aquila, un re dello shund e altre stelle vagabonde / / Antonio Attisani

Pubbl/distr/stampa

Torino, : Accademia University Press, 2020

ISBN

88-99982-00-7

88-99200-38-6

Descrizione fisica

1 online resource (216 p.)

Soggetti

Theater

teatro yiddish

Russia

shund

Russie

théâtre yiddish

Yiddish theater

Lingua di pubblicazione

Italiano

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Sommario/riassunto

A Odessa fu Jacob Adler, giovane campione di boxe e di ballo, a dare vita al primo teatro yiddish russo. Negli Stati Uniti Boris Thomashefsky, giovanissimo immigrato senza alcuna formazione specifica, fondò la prima compagnia yiddish professionale. Adler diventò un attore-mito con il soprannome di Grande Aquila, Thomashefsky fu il re dello shund, l’amato e disprezzato teatro- spazzatura. Per oltre un ventennio l’amicizia e la concorrenza tra i due diedero l’impulso più rilevante a un genere spettacolare al tempo stesso popolare e innovatore, capace di



proporre in scena episodi biblici e scabrosi fatti di cronaca, controversie filosofiche e battaglie politiche.  Le donne che i due incontrarono e che li affiancarono come attrici e compagne di vita furono altrettanto fondamentali nel determinare la fisionomia del teatro yiddish nella transizione dalla vecchia Europa a quella Amerike nella quale le più diverse etnie e culture cercavano di costruirsi un futuro di benessere e felicità.  Sempre mescolando divertimento e commozione, risate e lacrime, il teatro yiddish realizzato durante pochi decenni tra il xix e il xx secolo da alcune centinaia di artisti straordinari non fu soltanto il principale elemento identitario di una comunità ma anche un incredibile laboratorio senza il quale il teatro contemporaneo sarebbe molto più povero.