1.

Record Nr.

UNINA9910346054103321

Autore

Salis Mauro

Titolo

Rotte mediterranee della pittura : Artisti e committenti tra Sardegna e Catalogna nella prima età moderna / / Mauro Salis

Pubbl/distr/stampa

Perpignan, : Presses universitaires de Perpignan, 2019

ISBN

2-35412-430-9

Descrizione fisica

1 online resource (303 p.)

Altri autori (Persone)

BallbonaJoan Bosch

NaitzaMaria Grazia Scano

Soggetti

Arts & Humanities

route méditerranéenne

ère moderne

retable

reception

paysage artistique

investigation archivistique

età moderna

rotta mediterranea

ricezione

tavola

indagini archivistiche

Lingua di pubblicazione

Italiano

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Sommario/riassunto

La circolazione di uomini, tecnologie, cultura e idee lungo le rotte mediterranee in età moderna è argomento oggetto di numerosi studi. In ambito storico-artistico il dibattito, di portata europea, si è concentrato sulle rotte tra i maggiori centri del Mediterraneo occidentale, i grandi empori commerciali e le grandi capitali da cui i linguaggi artistici si sono diffusi per essere accolti e reinterpretati con tempi e modi differenti a seconda del contesto politico, sociale e culturale di ricezione.  In questo libro si offre una panoramica su una delle rotte considerate «minori», quella tra la Sardegna e la Catalogna



negli anni della prima età moderna (fine del XV-inizi del XVI secolo). La posizione intermedia tra la penisola italiana e quella iberica ha fatto sì che i porti sardi si configurassero come punti di raccordo dei traffici tra le opposte sponde del Mediterraneo, con una importante circolazione di merci e di maestranze: la varietà e la commistione di esperienze culturali diverse ha contribuito alla formazione di un panorama artistico ricco di contaminazioni, che ha la sua più rilevante manifestazione nei retabli, le grandi pale d’altare composte da più tavole dipinte inserite in una struttura architettonica in legno dorato e decorato. Attraverso l’indagine archivistica condotta sui versanti sardo e catalano, la messa a sistema delle notizie rinvenute e l’attenzione alla coerenza formale dei polittici, si è proceduto all’analisi di alcuni casi studio per cercare di comprendere quali fossero le istanze sottese alla produzione delle opere.

2.

Record Nr.

UNINA9910418059803321

Autore

Comolli Jean-Louis

Titolo

Cinéma, Numérique, Survie : L’art du temps / / Jean-Louis Comolli

Pubbl/distr/stampa

Lyon, : ENS Éditions, 2019

ISBN

979-1-03-620107-3

Descrizione fisica

1 online resource (212 p.)

Soggetti

Film  Radio  Television

cinéma

révolution numérique

politique

temps

cinema

digital revolution

politics

time

Lingua di pubblicazione

Francese

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia



Sommario/riassunto

Qu’est-ce qui dresse le cinéma contre les accélérations du tout numérique ? Les aurores après la tempête ne se voient plus que sur les écrans des salles de cinéma. Numérisés, les capitaux et les catastrophes détruisent le monde des matins tranquilles. La guerre est dans le temps. C’est à la chaîne que le numérique fabrique du virtuel, du mirage, de la monnaie de singe. En ce monde-hologramme, il n’est plus ni corps ni chair, les mains ne caressent plus rien, les blessures elles-mêmes sont factices. Cette nuée d’images nous dérobe le réel et peu à peu impose le désert des hommes et des choses. Contre la violence des exils, la salle de projection n’est-elle pas la dernière demeure de l’humain ? Face à la démultiplication des écrans, l’hypervisibilité, la transparence, comment le cinéma peut-il encore préserver sa part d’ombre et rester une arme critique ? Jusqu’où la révolution numérique n’est-elle pas en train d’affecter l’expérience esthétique et morale du cinéma, et au-delà, notre civilisation ?  What sets cinema against the precipitous rise of digital technologies? Faced with the proliferation of screens, hypervisibility and transparency, how can cinema still preserve its shadowy side and remain a weapon of criticism? To what extent is the digital revolution affecting the aesthetic and moral experience of cinema and, beyond that, our civilisation? French director, screenwriter and writer, Jean-Louis Comolli worked for Les Cahiers du cinéma, where he was editor-in-chief from 1966 to 1971. In this essay, he gives us his critical perspective and analysis of the effects and consequences of the digital revolution on the cinematographic art. An essential book for anyone who wants to understand Comolli’s vision of cinema and the world.