1.

Record Nr.

UNINA990008263570403321

Titolo

Economia, lavoro, organizzazione : nuovi paradigmi, nuovi scenari / a cura di Michele La Rosa ; scritti di Aris Accornero...[et al.]

Pubbl/distr/stampa

Milano : Franco Angeli, 2005

Descrizione fisica

276 p. ; 23 cm

Collana

Sociologia del lavoro ; 100

Locazione

SES

Collocazione

Soc-1.S/100

Lingua di pubblicazione

Italiano

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Note generali

In testa al front.: CIDOSPeL

2.

Record Nr.

UNINA9910306655103321

Autore

Piazza Marco

Titolo

Creature dell'abitudine : Abito, costume, seconda natura da Aristotele alle scienze cognitive / / Marco Piazza

Pubbl/distr/stampa

Bologna : , : Società editrice il Mulino Spa, , 2018

Descrizione fisica

1 online resource (240 pages)

Disciplina

128.4

Soggetti

Habit (Philosophy)

Habit (Philosophy) - History

Lingua di pubblicazione

Italiano

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Nota di contenuto

Introduzione--1. Abitudine e filosofia--2. Dalla diade «hexis-ethos» a quella «abitudine-costume»--Capitolo primo--L'abitudine come seconda natura--1. Un'espressione aristotelica?--2. L'Aristoteles latino e l'«altera natura»--3. Cambiare i costumi è possibile?--4. Un ponte tra



natura e cultura--5. Alle prese con la prima natura--Capitolo secondo--Abitudini individuali e costumi collettivi--1. Politiche dell'imitazione--2. Relativismo etico e conservatorismo sociale--3. Esistono costumi cattivi?--4. Valutare i costumi--Capitolo terzo--Perfezionarsi: l'abitudine contro se stessa--1. Funzione sussidiaria alla memoria--2. Le controabitudini razionali--3. Abitudini corporee e abitudini spirituali--4. Abituarsi all'amore per l'ordine divino--5. Metafisiche scientifiche dell'abitudine--Capitolo quarto--Credenze, disposizioni, effetti e regimi--1. Associazioni d'idee e inferenze--2. Potenzialità, attualità, virtualità--3. Virtù come abiti o disposizioni acquisite--4. Abitudini come principi d'azione--5. Produttori di piacere e di dolore--6. Variazioni estensive o intensive?--Capitolo quinto--Le leggi dell'abitudine tra sclerosi e plasticità--1. La doppia legge dell'abitudine--2. Abitudini passive--3. Abitudini attive--4. La plasticità neuronale--5. Regole e abitudini--6. L'«habitus» e i processi sociali--Conclusioni--Indice dei nomi.

Sommario/riassunto

La filosofia, fin dall'antichità, ha pensato l'abitudine, servendosi, per definirla, di una gamma ben precisa di termini che hanno subito una serie di trasformazioni semantiche nel passaggio dal greco al latino e poi alle lingue moderne. Malgrado la presenza di una corposa riflessione divenuta sempre più articolata e complessa dalla fine del XVIII secolo, non esiste ancora oggi una ricostruzione organica in grado di restituire insieme lo sviluppo storico e teorico di quella che a pieno titolo può essere definita la "filosofia dell'abitudine". Questo volume intende offrire un contributo in tale direzione, proponendo dei percorsi storico-interpretativi a partire dall'individuazione dei principali nodi concettuali che innervano il pensiero sull'abitudine, grazie al puntuale riferimento al pensiero di autori che vanno da Aristotele alle scienze cognitive. I pensatori presi in esame, che costituiscono un ricco campione di un panorama ancor più vasto, sono rappresentativi di posizioni originali emerse nelle diverse epoche. Il discorso filosofico sull'abitudine, tra il XIX e il XX secolo, diventa sempre più interdisciplinare, aprendosi agli apporti in primis della psicologia, ma anche della sociologia e dell'antropologia, fino a esaurirsi in quanto tale. Dopo secoli di teorizzazione filosofica sul funzionamento e sull'origine delle nostre abitudini, sono oggi la fisiologia e le neuroscienze a spiegare le modalità della loro formazione. Mai come in passato, tuttavia, i saperi scientifici richiedono la collaborazione della filosofia per comprendere appieno il significato da attribuire alla plasticità del nostro cervello, così da affrontare con strumenti epistemologici efficaci le implicazioni morali, politiche e giuridiche poste dalla nostra condotta di "creature dell'abitudine".