Secondo una convinzione diffusa, l'introduzione della Riforma nella prima metà€ del XVI secolo avrebbe cancellato nell'Europa protestante ogni interesse per la santità€ e il culto dei santi.Questo studio dimostra come quest'idea sia storicamente infondata. A partire dalla critica umanistica - e di Erasmo in particolare - al culto dei santi ereditato dal Medioevo, un'ampia e multiforme documentazione (scritti dei riformatori, formulazioni confessionali, ordinamenti ecclesiastici, scritture e riscritture agiografiche) attesta con tutta evidenza il passaggio dalla concezione dei santi come intercessori e patroni a una memoria dei santi coerente con i principi teologici della Riforma: finalizzata alla confessione della fede, al ringraziamento e alla lode a Dio, all'emulazione e all'incoraggiamento delle comunità€ nel momento della prova. |