1.

Record Nr.

UNINA990008470660403321

Autore

Dal Lago, Alessandro <1947- >

Titolo

Mercanti d'aura : logiche dell'arte contemporanea / Alessandro Dal Lago, Serena Giordano

Pubbl/distr/stampa

Bologna : il Mulino, ©2006

ISBN

88-15-11294-4

Descrizione fisica

285 p., [32] p. di tav. f.t. : ill. ; 21 cm

Collana

Intersezioni ; 299

Altri autori (Persone)

Giordano, Serena

Disciplina

306.47

306.470 904

701.180 904

Locazione

BFS

Collocazione

306.47 DAL 1

306.47 DAL 1bis

Lingua di pubblicazione

Italiano

Formato

Materiale a stampa

Livello bibliografico

Monografia

Nota di bibliografia

Contiene riferimenti bibl. (249-273) e indice dei nomi

Sommario/riassunto

Perché i quadri dipinti da uno scimpanzé sono stati quotati più di tante opere di artisti famosi? Perché un orinatoio è divenuto l'emblema dell'arte del Novecento? Perché tanti artisti d'oggi operano con i paradossi della logica, più che con i pennelli? Perché la riproduzione di una zuppa Campbell ha un enorme valore nel mercato artistico, se è opera di Andy Warhol, ma è considerata un sintomo di disordine mentale, se l'autore è internato in un manicomio svizzero? Perché i grandi falsari hanno spesso un'idea tradizionalista della pittura? Perché qualcuno che si taglia con una lametta in una galleria d'arte è considerato un artista contemporaneo, ma non lo è un cuoco o uno stilista? Partendo da questi interrogativi il volume offre una lettura disincantata ma appassionata delle logiche sociali, economiche e culturali dell'arte contemporanea. Nella prospettiva degli autori, l'arte è l'insieme di mondi in cui, per riprendere Walter Benjamin, si produce, si vende e si compra l'"aura", cioè la definizione di qualcosa come "arte". "Aura" non è soltanto l'invenzione di critici ingegnosi, di mercanti abili e investitori oculati: è il significato profondo, per quanto riposto e a volte stravagante, della società capitalistica o di mercato, anche se in nuove forme postmoderne o immateriali. Così, sotto le apparenze di un



mondo che fa alzare il ciglio ai moralisti di sempre, l'arte ci mostra come gli esseri umani lavorano, danno valore ai loro simboli, sono attratti o respinti, trionfano o perdono in quel grande gioco che chiamiamo società.