quando impossibilitato a studiare i materiali del Museo Archeologico di Siracusa interamente conservato in casse, non potendo condurre ricerche di alcun genere sul terreno, rivolse la Sua attenzione al complesso monumentale di Akrai. «Mi resi conto, Egli scrive nella premessa alla monografia, di quanto sarebbe stato interessante lavorare intorno ad esso, anche senza nuovi scavi, solo per ripresentare alla luce del progresso scientifico moderno quei monumenti che non erano stati fatti oggetto di uno studio di dettaglio ο che erano stati illustrati dottamente, ma ormai in tempi troppo remoti dall'Iudica, dal Serradifalco, dallo Schubring». Ora, in un periodo sereno e particolarmente fecondo della Sua produzione scientifica lo Studioso torna ad occuparsi di un monumento di Akrai per «pagare un debito» come suole dire. In effetti questi due avvenimenti sono segno di predilezione, di amore per il sito%archeologico di Akrai, al quale Egli certamente avrebbe voluto dedicare più tempo della Sua pure intensissima attività di esploratore e di studioso. |